Edifici NZEB: cosa sono e perché le schermature solari contano nella progettazione

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026
Un edificio NZEB, Nearly Zero Energy Building, è un edificio caratterizzato da un fabbisogno energetico molto basso, coperto in misura significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili. Per raggiungere elevate prestazioni energetiche non conta soltanto l’impianto: progettazione dell’involucro, orientamento, superfici vetrate e controllo dell’irraggiamento solare svolgono un ruolo altrettanto importante.
In questo articolo scopriamo insieme cosa significa NZEB, quali sono le caratteristiche di questi edifici, perché il controllo solare è una parte decisiva del progetto e che cosa sta cambiando con il passaggio verso gli edifici a emissioni zero.
Che cos’è un edificio NZEB: significato
NZEB è l’acronimo di Nearly Zero Energy Building, in italiano edificio a energia quasi zero. Il significato di NZEB si può riassumere in quattro idee:
- Elevata prestazione energetica: l’edificio è progettato per disperdere poca energia e usarla in modo efficiente.
- Fabbisogno molto basso: l’energia necessaria per riscaldare, raffrescare, illuminare e ventilare gli ambienti è ridotta al minimo.
- Ruolo delle energie rinnovabili: il poco fabbisogno che resta è coperto in misura significativa da fonti rinnovabili, prodotte nell’edificio o nelle sue vicinanze.
- Approccio integrato: il risultato nasce dall’insieme di involucro, impianti e gestione degli spazi, e non da un singolo componente.
I parametri tecnici e legislativi precisi dipendono dalla normativa nazionale: oggi ci concentriamo sul principio, ossia ridurre prima la domanda di energia, poi coprirla con soluzioni efficienti e rinnovabili.
Quali caratteristiche deve avere un edificio NZEB
Un edificio NZEB è il risultato di molte scelte progettuali coerenti tra loro:
- Involucro edilizio performante: pareti, coperture e facciate progettate per limitare gli scambi di calore con l’esterno
- Isolamento termico: continuità dell’isolamento e attenzione ai ponti termici
- Serramenti efficienti: vetri e telai con buone prestazioni termiche, scelti in funzione di esposizione e dimensioni
- Controllo delle dispersioni: tenuta all’aria e gestione del ricambio d’aria
- Utilizzo efficace della luce naturale: aperture ben dimensionate, per ridurre il ricorso all’illuminazione artificiale senza compromettere il comfort
- Controllo degli apporti solari: gestione dell’energia solare che entra dalle superfici vetrate, soprattutto d’estate
- Impianti efficienti: sistemi di climatizzazione, ventilazione e illuminazione ad alta efficienza
- Utilizzo di fonti rinnovabili, come il solare termico e fotovoltaico
Nessuno di questi elementi, da solo, rende un edificio NZEB. È l’equilibrio tra tutti a determinare il risultato!
Controllo solare e schermature: perché sono importanti negli edifici efficienti
Le grandi superfici vetrate sono una scelta frequente nell’architettura contemporanea, perché portano luce naturale, aprono la vista verso l’esterno e migliorano la qualità degli spazi. Allo stesso tempo, questa scelta ha una contropartita: più superficie vetrata significa maggiore disponibilità di luce, e anche un possibile aumento degli apporti solari e del surriscaldamento estivo.
È qui che entrano in gioco le schermature solari: elementi installati che intercettano parte della radiazione solare e permettono di gestire il rapporto tra luce, calore e comfort.
Ridurre il surriscaldamento estivo
Intercettare la radiazione solare prima che raggiunga la superficie vetrata è, per principio, più efficace che gestirla una volta entrata nell’ambiente. Le schermature solari esterne contribuiscono a contenere i carichi termici estivi e, di conseguenza, il fabbisogno di raffrescamento, migliorando il comfort termico degli spazi interni.
Gestire luce naturale e abbagliamento
Schermare non significa oscurare: un buon sistema di controllo solare permette di regolare la luce, dunque filtrare la radiazione diretta nelle ore più intense, ridurre l’abbagliamento su schermi e postazioni di lavoro e mantenere luce naturale e visuale verso l’esterno. È una differenza importante, perché una luce naturale ben gestita riduce la necessità di illuminazione artificiale e migliora il comfort indoor.
Il ruolo dei frangisole nella progettazione energetica dell’edificio
Tra le schermature solari esterne, i frangisole per edifici sono una soluzione ampiamente utilizzata, perché uniscono controllo solare e integrazione architettonica della facciata. Una precisazione è però fondamentale: un frangisole non rende, da solo, un edificio NZEB. È uno degli elementi progettuali che possono contribuire al controllo degli apporti solari e alla riduzione del fabbisogno di raffrescamento, all’interno di un progetto energetico più ampio. Per questo motivo, la scelta e il dimensionamento di un sistema frangisole seguono una logica progettuale precisa:
- Orientamento dell’edificio: ogni facciata riceve il sole in modo diverso
- Esposizione solare: altezza del sole, stagioni, ore della giornata
- Dimensione delle superfici vetrate: più sono ampie, più il controllo solare diventa rilevante
- Inclinazione delle lame: fissa o regolabile, in base al livello di controllo richiesto
- Livello di schermatura necessario: il giusto equilibrio tra protezione dal sole, luce naturale e visuale
Vuoi approfondire il confronto tra le due soluzioni? Trovi tutti i dettagli nell’articolo Frangisole fisso o orientabile: differenze, vantaggi e quale scegliere. Per una panoramica su origini e funzione di questi sistemi, invece, puoi leggere questo: I frangisole: cosa sono, le origini e la loro funzione oggi.
In Lupak Metal progettiamo e produciamo a Faenza sistemi frangisole orientabili e impacchettabili in alluminio profilato ed estruso, nelle versioni a filo e a catena, personalizzabili su misura in base alle esigenze di ogni facciata. Per i sistemi a filo e a catena sono disponibili anche le dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), un riferimento utile per chi progetta con attenzione all’impatto ambientale dell’edificio, e sono anche certificati secondo i CAM (Criteri Ambientali Minimi).
Da NZEB a edifici a emissioni zero: cosa sta cambiando
Lo standard NZEB è oggi il riferimento per i nuovi edifici, anche se il quadro europeo è in continua evoluzione. La nuova Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD, Direttiva UE 2024/1275), nota anche come “Case Green”, prevede il passaggio progressivo dallo standard NZEB al nuovo standard ZEB, Zero-Emission Building, cioè edifici a emissioni zero. Le date da tenere a mente sono due:
- dal 1° gennaio 2028: il requisito “zero emissioni” riguarda i nuovi edifici di proprietà pubblica;
- dal 1° gennaio 2030: il requisito riguarda tutti i nuovi edifici.
Fino all’entrata in vigore dei nuovi requisiti, i nuovi edifici devono essere almeno NZEB. Gli Stati membri sono chiamati a recepire la direttiva nella normativa nazionale; per il testo ufficiale si può consultare la scheda su EUR-Lex . Per un quadro più ampio dei cambiamenti in corso nel settore, dalla Direttiva Case Green agli investimenti pubblici, puoi leggere anche Cosa sta cambiando nell’edilizia e perché c’entra il frangisole.
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